G-Test

euromedica ostetriciaIl G-test è un’analisi prenatale non invasiva per la valutazione delle principali anomalie cromosomiche. Si esegue su sangue materno e, quindi, non comporta alcun rischio per il feto o per la mamma.



A cosa serve 
il G-Test

Consente di valutare molto precocemente (a partire dalla decima settimana) il rischio che il feto possa essere affetto da una malattia cromosomica.


Cosa valuta

- Trisomie
- Aneuploidie dei cromosomi sessuali
- Sindromi da delezioni
- Determinazione del sesso



Il G-Test è rivolto alle future mamme che:

• non vogliono sottoporsi a metodiche di analisi prenatale invasive

• non ritengono sufficiente l’affidabilità di altri test non invasivi


• hanno una gravidanza a rischio


• hanno una gravidanza singola o gemellare da fecondazione assistita (sia omologa che eterologa)


• hanno avuto un esito di alto rischio da test non invasivi su base statistica.


Il G-Test

Sicuro
Il G-Test richiede un semplice prelievo di sangue materno, non comporta quindi alcun rischio per il bambino e per la mamma; si annulla il rischio abortivo legato ai test invasivi (amniocentesi e villocentesi).

Precoce
Il G-Test può essere eseguito già dalla 10° settimana di gestazione. In un’epoca molto precoce della gravidanza è quindi possibile avere informazioni sullo stato di salute del bambino e valutare la necessità di ulteriori approfondimenti diagnostici.

Affidabile

Il G-Test ha un’elevata affidabilità (>99,9%): questo significa che è in grado di individuare, senza errore, quasi il 100% dei feti che presentano una trisomia. Il G-test ha l apiù bassa percentuale di falsi positivi (0.01%) tra tutti i test sul DNA fetale.

Validato anche su T13 e T18
Il G-Test è l’unico test prenatale che individua con estrema affidabilità anche la Trisomia 13 e 18 (Sindrome di Patau e Sindrome di Edwards) e non solo la Trisomia 21 (sindrome di Down). L’affidabilità è stata valutata su 316.968 gestanti, comprendendo oltre 2000 centri medici in 52 Paesi (sono stati evidenziati 2190 casi di Trisomia 21, 686 casi di Trisomia 18 e 240 casi di Trisomia 13).
Sindrome di Edwards (T18): è detta anche trisomia 18 perché è causata dalla presenza di 3 copie del cromosoma 18, anziché di 2 copie. Il rischio che il feto sia affetto da questa patologia aumenta in relazione all’età materna (la frequenza è stimata in 1 neonato su 6000). I bambini affetti presentano grave ritardo di crescita (anche nel periodo prenatale), grave ritardo mentale, malformazioni multiple; alla sindrome sono associati moltissimi difetti che causano morte prematura. 
Sindrome di Patau (T13): è causata dalla presenza di 3 copie del cromosoma 13, anziché di 2 copie. Il rischio che il feto sia affetto da questa patologia aumenta in relazione all’età materna (la frequenza è stimata in 1 neonato su 10.000). Alcune delle principali caratteristiche di questa sindrome sono: ritardo di crescita, grave ritardo mentale, malformazioni multiple; la sindrome di Patau comporta morte prematura e solo eccezionalmente si ha il raggiungimento dell’età adulta.